T.SP01 - Progettazione ed Applicazione degli schemi nelle situazioni di palla inattiva
 

Futsal Concept Explanation
In un campionato, il 30% dei goal è realizzato da situazione di palla inattiva.
Sono quelle situazioni, che hanno inizio dopo un interruzione del gioco: il calcio d’angolo, il fallo laterale, il calcio di punizione, il tiro libero da 10 metri e da distanze inferiori, il calcio di rigore ed il calcio di inizio.
Come pianificare ed applicare uno schema su palla inattiva?
Gli schemi si sviluppano in tre fasi:
Progettazione
L’allenatore “scrive su carta” lo schema da attuare. Questo prevede la disposizione in campo de giocatori, le loro posizioni e funzioni, i movimenti base della palla e giocatori e le soluzioni di finalizzazione.
Applicazione
Poi si passa sul campo ad eseguire ciò che si è pianificato. Questa fase è molto importante, non solo perché permette ai giocatori di imparare lo schema, ma soprattutto permette dei piccoli “aggiustamenti” tattici, che solo il campo può evidenziare.
Riscontro
Lo schema si conosce, quando lo si esegue in campo. Quindi la sua applicazione offre delle risposte utili. Lo schema è efficace! È meglio cambiare quel movimento!, ecc.
Il riscontro del campo, da una feedback, ovvero spunti per modificare lo schema, al fine di raffinarlo e renderlo ancora più efficace.

In fase di Progettazione, ci si deve ispirare a questi principi:
Praticità: lo schema deve essere pratico, ovvero deve permettere una efficace conclusione a rete. Spesso si sceglie uno schema più per un proprio “senso estetico”, che per la sua efficacia. Lo schema non deve far fare bella figura al Mister, ma deve garantire una possibilità di realizzare un goal.
Accessibilità: la pianificazione dello schema deve essere adattata alle capacità dei giocatori a disposizione. Non bisogna chiedere ai giocatori ciò che non possono fare.
Più soluzioni: ogni schema nella sua elaborazione deve prevedere più soluzioni di finalizzazione. Questo lo rende meno prevedibile.
Sicurezza: nella progettazione dello schema non si deve solo prevedere le soluzioni di finalizzazione ma anche la copertura difensiva per una eventuale ed inaspettato cambio di possesso palla.

In fase di Applicazione i giocatori si devono ispirare a questi principi:
Semplicità: i giocatori al momento dell’esecuzione, devono sempre scegliere fra le varie soluzioni, quella più efficace che spesso coincide con la più semplice.
Adattamento: non si deve partire decidono una soluzione a priori, ma si deve analizzare costantemente la situazione di gioco, poiché spesso la soluzione di finalizzazione è determinata dalle risposte difensive avversarie. Per meglio capire si può fare un esempio pratico: se lo schema prevede un tocco e tiro diretto in porta, ma la squadra difendente si dispone per neutralizzare questa conclusione, lasciando però un giocatore libero sul secondo palo; chi batte la punizione non deve esitare a dare la palla a quel giocatore poiché è meglio posizionato grazie all’errore avversario.
Conoscenza: tutti i giocatori devono conoscere bene i movimenti che prevede lo schema e non solo quelli della propria posizione, ma anche quelle dei compagni.
Sincronia: i movimenti della palla e dei giocatori devono essere sincronizzati. Rispettare i tempi di gioco, rende la situazione efficace.
Sorpresa: questo aspetto è importante poiché permette di essere imprevedibili e di cogliere controtempo gli avversari. Questo si ottiene assumendo in campo atteggiamenti, posizioni e posture che non diano indizi agli avversari sui movimenti che in seguito faremo. Un errore che spesso si riscontra nei campi di gioco è che quando lo schema prevede almeno un passaggio, chi batte non prende la rincorsa, comunicando così implicitamente all’avversario che non si intende tirare direttamente importa; questo permette non solo di perdere l’effetto sorpresa, ma ci toglie anche una possibile soluzione come il tiro diretto in porta.

Altri due parametri importanti da tenere in considerazione nella progettazione ed applicazione degli schemi, sono: lo spazio e gli avversari.
Punizione
Spazio: inteso come da quale zona del campo e a che distanza viene battuto il calcio di punizione.
Avversari: intesa come la disposizione in campo degli avversari e del tipo di copertura che danno alla porta.
Topologia: tenere conto se la punizione è diretta o indiretta. Un buon metodo che ci sentiamo di suggerire è quella di dividere il campo e prevedere almeno uno schema da ognuna di esse. Nella figura abbiamo diviso il campo prendendo come riferimenti il limite dell’area, il punto del tiro libero e 2 metri verso l’esterno dai pali della porta. Così avremo:
Z1 = Laterali Basse
Z2 = Centrale
Z3 = Laterale
Z4 = dalla Distanza
Fallo Laterale
Per la situazione del fallo laterale un buon metodo per lo sviluppo di schemi di attacco è dividere il campo di gioco in tre zone, ed in funzione di queste, preparare vari schemi.
Questo divisione è utile poiché in ogni della zona del campo si riscontrano differenti parametri nell’applicazione dello schema.
Zona 1: - zona di uscita dal pressing - è lo spazio delimitato dalla linea di fondo della porta da noi difesa e la linea immaginaria dei 15 metri.
In questa porzione di campo le finalità sono principalmente progredire e mantenere il possesso della palla e in via secondaria la finalizzazione dell’azione, poiché la distanza dalla porta avversaria è notevole.
Zona 2: - zona centrale - è lo spazio delimitato dai 15 ai 25 metri. Anche se la distanza dalla porta avversaria si riduce, prevalgono gli scopi di progredire e mantenere il possesso della palla in via secondaria quelli di finalizzazione.
Zona 3: - zona di finalizzazione – sono gli ultimi 15 metri di campo. In questa posizione si è molto vicini alla porta, quindi la finalizzazione è lo scopo principale, in via secondaria si cerca la progressione ed il mantenimento.

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